Il cloud computing è uno dei principali abilitatori della trasformazione digitale della PA. Molti dei servizi utilizzati quotidianamente da cittadini e imprese, dall’identità digitale ai pagamenti elettronici, richiedono livelli di scalabilità, resilienza e sicurezza che difficilmente possono essere soddisfatti da infrastrutture tradizionali. Il cloud non è dunque solo una tecnologia, ma una leva strategica per modernizzare l’infrastruttura digitale del Paese e rendere più evoluto l’ecosistema dei servizi pubblici.
Key Points:
- Il cloud computing è alla base della trasformazione digitale del settore pubblico: consente di migliorare le performance, la sicurezza e la resilienza dei servizi digitali, oltre a sostenere la crescente domanda di servizi online da parte di cittadini e imprese.
- La migrazione al cloud è guidata da una strategia che prevede classificazione dei dati, qualificazione dei fornitori e utilizzo del Polo Strategico Nazionale. L’obiettivo è coniugare innovazione tecnologica e sovranità sui dati.
- Il passaggio al cloud nella PA comporta sfide tecniche, organizzative e normative. Per questo, il ruolo dei partner tecnologici è fondamentale nel supportare le amministrazioni lungo tutto il percorso di trasformazione.
Cloud nella PA: la strategia e la sovranità digitale
La spinta verso il cloud nasce da una situazione di partenza frammentata. Alcuni anni fa, la PA italiana utilizzava oltre 11 mila data center, e il 95% di queste strutture non soddisfaceva requisiti minimi di sicurezza e affidabilità.
Per superare questa frammentazione è stata definita Strategia Cloud Italia, un programma strutturato che punta a razionalizzare le infrastrutture esistenti e a guidare progressivamente le amministrazioni verso modelli cloud più moderni e sicuri. L’obiettivo è ambizioso: portare entro la fine di quest’anno (2026) il 75% delle PA italiane su infrastrutture e servizi cloud, migliorando la qualità dei servizi digitali, rafforzando la cybersicurezza e creando le condizioni per una PA capace di sostenere un bisogno di innovazione che si è fatto sempre più pressante.
I pilastri della Strategia Cloud Italia
La Strategia Cloud Italia definisce un modello preciso che le amministrazioni devono seguire, basato su tre grandi pilastri.
- La classificazione dei dati e dei servizi della PA sulla base dell’impatto che una loro compromissione potrebbe avere sul sistema Paese (strategici, critici e ordinari).
- La qualificazione dei servizi cloud. I fornitori che intendono offrire servizi cloud alla PA devono sottoporsi a un processo di qualificazione gestito dall'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN). Questo percorso verifica il rispetto di requisiti tecnici, organizzativi e di sicurezza.
- Il Polo Strategico Nazionale (PSN), l’infrastruttura cloud destinata a ospitare i dati e i servizi più critici e strategici della PA. Secondo dati recenti, tra il 2023 e il 2025 le amministrazioni migrate verso il cloud nazionale sono passate da 120 a 576, tra amministrazioni centrali, enti locali e strutture sanitarie.
Nel loro insieme, questi fattori delineano un percorso chiaro: grazie anche alle risorse del PNRR, la trasformazione digitale della PA passa dal cloud. La migrazione è finalizzata a garantire sicurezza, resilienza, scalabilità e prestazioni adeguate, oltre a rispondere a un tema diventato centrale negli ultimi anni: quello della sovranità digitale.
Il concetto chiave di cloud sovrano
Con l’espressione sovranità digitale si indica la capacità di uno Stato, o di un’entità sovranazionale come l’Unione Europea, di mantenere il controllo sui dati pubblici e sulle infrastrutture che li gestiscono, evitando dipendenze eccessive da fornitori esterni o da tecnologie proprietarie.
Il tema è particolarmente rilevante nel mondo del cloud, dove gran parte dei grandi provider globali sono aziende statunitensi e quindi soggette alla legislazione americana. Questo solleva preoccupazioni sulla gestione dei dati sensibili e strategici, e sulla possibilità che tali informazioni possano essere soggette a normative o richieste di accesso esterne al contesto europeo.
Molte strategie nazionali, inclusa quella italiana, puntano infatti a costruire un ecosistema cloud che sappia coniugare apertura tecnologica e controllo sui dati, riducendo i rischi di lock-in e garantendo che le informazioni più sensibili restino sotto giurisdizione europea.
Le sfide reali della migrazione al cloud
L’evoluzione della PA verso il cloud è una direzione strategica chiara e avviata, ma questo percorso non è privo di complessità. Il passaggio al cloud porta con sé una serie di sfide tecniche, organizzative e normative che gli enti pubblici stanno affrontando con attenzione.
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Regolamentazione e compliance
Il settore pubblico è soggetto a un quadro normativo articolato che copre tematiche chiave di sicurezza, protezione dei dati e continuità dei servizi. La migrazione al cloud deve quindi avvenire nel rispetto di linee guida rigorose. -
Modernizzazione applicativa
Esattamente come nel settore privato, anche qui la migrazione non è semplicemente uno spostamento di sistemi esistenti verso nuove infrastrutture. In molti casi, infatti, ciò implica un processo di modernizzazione applicativa, perché molti sistemi utilizzati dalla PA sono stati progettati per ambienti lontani dalle architetture cloud-native. -
Competenze e modelli operativi
L’adozione del cloud richiede competenze dedicate. Le amministrazioni devono sviluppare o potenziare le proprie capacità di gestione delle architetture distribuite, della sicurezza e della governance delle piattaforme digitali. -
Massima protezione dei dati
La PA gestisce informazioni sensibili, dai dati sanitari a quelli fiscali. Garantire sicurezza, integrità e corretta governance dei dati è una delle sfide più rilevanti nel percorso di adozione del cloud.
Il ruolo dei partner tecnologici nella trasformazione cloud della PA
Il ruolo dei partner tecnologici non è limitato alla fornitura di infrastrutture cloud (qualificate). Sempre più spesso, infatti, questi attori affiancano gli enti pubblici nel percorso di adozione della strategia cloud-first, contribuendo in senso ampio a rendere il sistema Paese più moderno, efficiente e competitivo.
In concreto, il loro contributo si articola su più livelli.
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Supporto strategico e consulenza
I partner aiutano le amministrazioni a definire il percorso di adozione del cloud più adatto alle proprie esigenze, orientandosi tra i diversi modelli di servizio (IaaS, PaaS e SaaS) e individuando le strategie di migrazione più efficaci. Questo include anche la progettazione di architetture ibride. -
Modernizzazione applicativa
La migrazione al cloud non consiste semplicemente nello spostamento delle applicazioni su nuove infrastrutture. In molti casi è necessario ripensare o aggiornare il software esistente per renderlo compatibile con architetture cloud-native, migliorandone al tempo stesso tutte le dimensioni di performance. -
Conformità e sicurezza dei dati
I partner supportano le amministrazioni nel rispettare i requisiti di sicurezza e compliance previsti dal quadro normativo nazionale ed europeo. Questo significa principalmente lavorare sulla classificazione dei dati e dei servizi e sulla governance delle informazioni. -
Formazione e cultura digitale
La trasformazione cloud richiede anche un’evoluzione delle competenze interne. Per questo i partner accompagnano le amministrazioni con attività di formazione, reskilling e upskilling, aiutando il personale a sviluppare nuove capacità tecniche e a superare le resistenze al cambiamento.
Il contributo di Kirey alla trasformazione digitale della PA
In un contesto in cui la trasformazione cloud si intreccia con temi come sicurezza, interoperabilità e modernizzazione dei servizi pubblici, il ruolo dei partner tecnologici diventa sempre più centrale. In questo scenario Kirey affianca gli enti della Pubblica Amministrazione nel percorso di evoluzione delle piattaforme digitali e dei processi operativi, con l’obiettivo di rendere i sistemi più sicuri, efficienti e orientati ai cittadini.
L’approccio dell’azienda si basa su una combinazione di competenze tecnologiche e conoscenza delle dinamiche del settore pubblico, che gli consente di intervenire su tutti i livelli della trasformazione digitale.
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